Nausicaa Marchiori

"L’ecumenismo, prima di tutto, si fa a casa propria"

il senso.

Quando...

…ho intuito quale direzione doveva prendere la mia vita, la prima cosa che mi è stata detta di ricordarmi è che “l’ecumenismo, prima di tutto, si fa a casa propria”.

Ho sempre preso seriamente questo assunto e lo porto avanti tra le difficoltà e le gioie. Lungi dall’essere solo studio, l’ecumenismo si fa: esso è prima di tutto un’azione che parte da dentro di noi, dalla nostra quotidiana conversione a Cristo, dal nostro cammino di maturazione delle relazioni.

È poi un movimento di accoglienza non solo verso una persona di tradizione diversa dalla propria, ma anche (e forse direi soprattutto) verso chi è diverso da noi (penso ad esempio al modo di pensare e agire diverso che c’è tra uomo e donna).

Un ecumenismo in primis della quotidianità, sorretto poi certamente da un’adeguata formazione e preparazione.

Transdisciplinarità

L’unità dei saperi come principio vitale per comprendere la complessità del mondo, affrontare le sfide e le interpellanze del futuro.

Studi di genere

Comprendere il mondo attraverso una lente più inclusiva, dove ogni persona sia libera di essere pienamente se stessa

Servizi

Convegni, formazione permanente, progetti scolastici, correzione di bozze

Ecologia integrale

Ogni nostro gesto è un’opportunità per custodire e celebrare la nostra “casa comune”

Dialoghi

Promozione della comprensione reciproca, della pace e della collaborazione tra le diverse tradizioni cristiane, religiose e culturali

Nausicaa Marchiori

“L’ecumenismo, prima di tutto,
si fa a casa propria”

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